Come gestire il cucciolo arrivato a casa

Quando il nuovo cucciolo arriva a casa la voglia più frequente è quello di prenderlo in braccio: cerchiamo di aver pazienza e di lasciare il cucciolo tranquillo in modo che possa esplorare e conoscere il suo nuovo ambiente.

Tuttavia se proprio lo vogliamo fare, non solleviamolo mai per gli arti anteriori: i legamenti della spalla e del ginocchio potrebbero essere sottoposti a forti stress.

Usiamo quindi entrambi le mani e afferriamolo ai lati del torace, oppure infiliamo una mano tra gli arti posteriori e l’altra sotto il torace (cosa da fare ovviamente mai mentre il cane sta sporcando).

Il cucciolo avrà bisogno di essere lasciato tranquillo, senza che tutti si avventino addosso per coccolarlo: facciamo le cose gradualmente e senza problemi si ambienterà facilmente. Non diamogli subito troppi stimoli, ma stiamo un po’ con lui accarezzandolo dolcemente.

Il cucciolo conosce già il trasportino con il quale ha viaggiato: facciamo in modo di farglielo trovare in un angolo appartato della casa e invitiamolo a entravi aiutati da un premietto.

Lasciamolo quindi tranquillo in modo che capisca che quella può essere la sua tana, un luogo riparato dove può andare quando vuole starsene da solo.

Se rifiuta il trasportino, facciamolo sdraiare su quello che sarà il suo tappetino e sediamoci di fianco a lui per tranquillizzarlo.

Per il primo pasto del cucciolo prepariamogli il cibo che ci ha dato l’allevatore nella quantità da lui stabilita. Può capitare che la nuova situazione lo spinga a non voler mangiare: non preoccupiamoci e dopo pochi minuti togliamo la ciotola.

La prima notte è sempre la più dura da affrontare: sarà la prima volta che trascorre da solo senza mamma e fratelli. Non lasciamolo quindi da solo e neppure rinchiuso nel classico bagno affinchè non sporchi per casa.

Non potrà capire perchè viene abbandonato ed escluso dal suo nuovo branco: se si rassegnerà sarà domani un cane timido, insicuro e privo d’iniziativa, se invece urlerà disperato tutta la notte si sentirà rifiutato e quindi poco motivato a fare ciò che gli chiederemo.

Il posto migliore dove farlo dormire le prime notti è la camera da letto. Se un domani dovrà dormire in giardino o in un locale da solo, non abituiamolo a salire sul letto neppure la prima notte: mettiamo una brandina o i suo tappetino di fianco a noi accarezzandolo teneramente tutte le volte che vorrà alzarsi e ben presto si addormenterà anche lui.

Se proprio non riesce a dormire, passeremo anche noi la notte in bianco cercando di capire la sua difficile sittuazione psicologica. Molto probabilmente la notte successiva la passerà ronfando tranquillamente vicino a noi.

Se il giorno precedente non ha mangiato, la mattina successiva, superata la tristezza dell’abbandono, gli tornerà sicuramente l’appetito.

 

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