Dolcezza e intelligenza sono le doti peculiari di questo gigante buono che Sir Edwin Landseer definì “un membro distinto della società umana”.

Ma attenzione a non ingannarlo, a non deluderlo, perché è molto suscettibile.

Il suo temperamento molto ricettivo agli insegnamenti lo rende facilmente educabile ed è quindi nostro doveroso compito evitare che il terranova ricada nello stereotipo di cane grosso, nero, bavoso, pigro e lento, e ciò sarà un compito relativamente facile.

La mole non gli impedisce di essere agile, pronto e brioso, il suo equilibrio non gli impedisce di essere allegro e giocherellone e questo spesso sino all’età matura.

È fondamentale, e non lo si ripeterà mai troppo, il tipo di rapporto che il padrone instaura con il proprio cane.

Il Terranova, pur amando tutti i membri della famiglia, in particolar modo i bambini, di cui è un’attenta baby-sitter, riconosce un unico padrone e la sua intelligenza fa sì che ne colga le debolezze e le esitazioni, talvolta approfittandone.

I cani hanno una filosofia di vita molto semplice: tra due individui uno comanda e l’altro subisce

Accade quindi spesso che il cane metta alla prova le nostre qualità di capo e non è raro il caso in cui sia il cane a vincere: il suo atteggiamento conseguente sarà quello di capobranco, o per lo meno di soggetto disubbidiente o estremamente indipendente.

È comunque di gran lunga preferibile per entrambi che il capobranco sia il padrone, ma solo con grande fermezza e costanza si possono raggiungere i risultati desiderati, cercando tuttavia di evitare di “spezzare” il carattere del cane, ma tendendo piuttosto a essere il suo “interlocutore più autorevole”.

L’educazione del terranova non richiede sforzi straordinari, tuttavia è importante che gli siano chiariti i concetti fondamentali di “errore = correzione” e nell’istante successivo di “buon comportamento = premio” che in termini tecnici viene definito rinforzo positivo.

Il cane capirà subito la differenza e cercherà di ripetere l’atteggiamento nel modo corretto.

L’entità della punizione è correlata alla ripetizione del cattivo comportamento, dolce all’inizio e poi via via più dura se il cane insiste nell’errore.

È bene tuttavia non esagerare, in quanto si tratta di correggere un atteggiamento sbagliato, e l’esagerazione a volte porta ai risultati opposti, soprattutto nel caso di un cane sensibile come il Terranova.

La vita di branco, anche limitata al solo periodo di cucciolo, influenza il comportamento del cane anche nella sua vita nel branco “umano”.

È quindi probabile che di fronte ad altre persone che non riconosce come capo, il cane tenti atteggiamenti di dominanza: bisognerà abituarlo fin da piccolo al fatto che gli si può sottrarre la ciotola della zuppa ancora piena o altri oggetti nei confronti dei quali ha manifestato possesso, in qualsiasi momento.

I cuccioli ereditano le caratteristiche di educabilità dai genitori, e ciò dipende anche dalla razza, ma non l’educazione in se stessa.

Sarà nostro compito sviluppare il potenziale genetico, tenendo ben presente il carattere che in ogni soggetto ha peculiarità differenti.

È fondamentale associare sempre il gioco a ogni insegnamento, in modo che il cane assimili l’idea che l’addestramento è cosa piacevole.

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